sabato 31 dicembre 2011
Un'evoluzione nel campo dell'editoria: Gli ebook, anche libri di arti marziali!
a quello digitale. Gli Ebook, sono un prodotto nuovo ed anche ecologico, Leggere un ebook oggi è diventato anche
molto piacevole, grazie alla nuova tecnologia introdotta da palmari, e ebook reader, che permettono di leggere
piacevolmente il proprio ebook senza doverlo stampare!
Nel campo delle diverse case editrici, vi segnalo Ebook Vanilla, una realtà giovane ma forte che
sta portando avanti un progetto sia di diffusione e vendita degli ebook che di promozione degli scrittori emergenti.
Ha infatti intrapreso un progetto per aiutare gli scrittori emergenti a promuovere e vendere le loro opere.
Nel sito troverete già un catalogo molto fornito con oltre mille ebook.
Ebook Vanilla è nata nel 2010 ma già sta raggiungendo i vertici del mercato italiano in fatto di vendita di ebook online.
Recensione: Il signore degli anelli
Nell'opera Fantasy viene ricostruito per intero un mondo, con tanto di storia, genesi e lingue scritte e parlate.
Il libro si divide in tre volumi e narra della incessabile lotta tra bene e male. Da poco è stato realizzato anche un film.
La storia del signore degli anelli inizia nella contea, un tranquillo paesino di campagna abitato da piccole creature chiamte Hobbits.
Gli Hobbit sono piccoli e grassotteli hanno i piedi sempre nudi, grossi e molto pelosi, e amano starsene rinchiusi a casa a mangiare e bere.
Il protagonista è proprio un hobbit, che porterà alla distruzione l'unico anello, forgiato da Sauron, il Signore degli anelli appunto, per dominare
e portare le tenebre su tutta "la terra di mezzo". Un libro sicuramente divertente per chi ama il genere fantasy. Ma non brevissimo, sono più di mille pagine, e l'edizione a libro unico, seppur bella, non è facile da trasportare, essendo un tomo dal volume molto vasto.
Nel caso decidiate di leggerlo, vi auguro una buona lettura.
giovedì 20 gennaio 2011
Un grande maestro di karatè: Taiji Kase
il M Kase vive principalmente a Parigi dove viene apprezzato e riconosciuto sia per le sue doti tecniche che umane. Kase farà sempre una gran distinzione tra lo sport e la via del Karate-do che si propone di insegnare seguendo gli insegnamenti del suo maestro.
lunedì 21 giugno 2010
TINKU FESTIVAL: SANGUE PER LA TERRA
Una tradizione che lascia molti interdetti e contrariati. Si tratta di una lotta, non un'arte marziale, ma un vero combattimento dove una delle cose che conta di più è lo spargimento di sangue. Lo scenario sono le Ande della Bolivia, intorno alla cittadina mineraria Potosì, dove ogni anni, come millenni or sono, si incontrano i villaggi della zona per ripetere un rituale per la Pacha Mama e per assicurarsi un raccolto rigoglioso nell'anno alle porte.
I partecipanti sono gli abitanti dei villaggi rurali, sia uomini che donne. Non è infatti raro vedere le tipiche cholitas con le loro gonne voluminose e le lunghe trecce nere partecipare a questo strano incontro. Incontro forse è la parola giusta, visto che Tinku nella lingua degli Inka significa proprio incontro. Anche se chiunque vi potrà assistere sarà consapevole di avere davanti agli occhi uno scontro diretto. A dire il vero non è facile partecipare a questi raduni per chi non è indigeno, non gli animi si scaldano facilmente e la presenza di turisti non è vista di buon occhio.
Come avviene l'incontro-scontro? Intorno ad un cerchio di folla curiosa e impaziente due sfidanti di due villaggi vicini combattono nel tentativo di spargere a terra il sangue che verrà inteso come offerta alla Pacha Mama. Più è violento lo scontro più sarà ricco il raccolto. I due combattenti si pongono a braccia tese sulla testa e sulla parte superiore del corpo e iniziano la lotta con movimenti che sono ripresi anche dalla tradizionale danza tinku. Tutto questo avviene in un contesto di festa, i Tinku infatti sono parte di una festa che dura tre giorni, dove sono previsti canti e balli, oltre a fiumi d'alcool che rendono il momento della lotta quasi mistico e coreografico.
Di questi tempi la presenza delle forze dell'ordine è una costante, in passato i tinku finivano anche con la morte di alcuni dei contendenti. Se un villaggio aveva avuto un raccolto misero in confronto al villaggio vicino, se voleva chiedere alla Madre Terra un anno raccolto più prospero dovevano spargere copioso il sangue dei vicini.
Ora la polizia al primo spargimento di sangue frena gli istinti dei guerrieri andini, ma i politici non ci pensano minimamente ad abolire del tutto quella che la Chiesa vorrebbe cancellare per sempre, una tradizione antica che la popolazione osserva fedelmente.
"Il Tinku è come uno psicologo che ci aiuta a superare i nostri traumi", ha detto Osvaldo Echevarria, un sostenitore ufficiale di Sacaca. "Noi dobbiamo imparare molto dal mondo, ma il mondo deve imparare molto anche da noi".
lunedì 7 giugno 2010
martedì 1 giugno 2010
LA GATKA
Arriva dall'India un'arte marziale forse poco conosciuta ma dal fascino antico e guerriero. La Gatka, la danza della spada che punta direttamente a raggiungere il contatto con il divino, sviluppando al contempo le potenzialità dell'individuo che diventa praticante. Giunge direttamente dalle popolazioni dell'India del Nord, di religione Sikh, popolazioni fiere e combattenti. La leggenda (ma fondata su solide realtà) vuole che, durante la presenza inglese in India, la testa dei Sikh veniva pagata a peso d'oro, tanto era il loro carattere fermo e deciso.
I Sikh erano persone pacifiche, dediti alla loro religione, all'agricoltura e soprattutto al commercio. I fini della Gatka erano profondi, l'arte di essere "Santo Guerriero" aiutava ad evolvere spiritualmente, attraverso la tecnica di difesa, liberandosi da molti stress psicofisici ed emotivi e purificando il flusso di energie in circolazione nel corpo fisico e nei livelli più sottili.
La spada è l'arma di punta della disciplina.
La spada è come un simbolo che ricorda il potere dell'anima. Apprendendo l'uso della spada, imparando a conoscerla, si impara a relazionarsi con sé stessi e ad andare oltre nella conoscenza di sé.
Come arte marziale si presenta semplice da apprendere e soprattutto veloce. Si dice che ai contadini venissero insegnate le tecniche in dieci giorni. In più l'utilizzo di più armi contemporaneamente permetteva sia di combattere diversi avversari allo stesso tempo, sia di utilizzare le stesse tecniche per imparare l'uso di più armi.
La Gatka è come una danza che accompagna il praticante ad abbandonarsi, lasciando che la mente allenti la sua stretta, per lasciar fluire la libera espressione di ognuno, la creatività, il motore principale dell'uomo. Proprio l'energia creativa guida alla scoperta delle potenzialità del corpo, facendolo muovere come per gioco, comunicando con la fonte primaria della creatività, la forza della creazione.
martedì 11 maggio 2010
Brazilian Jiu Jitsu
Questo il blog che segnaliamo oggi per l'argomento Brazilian Jiu Jitsu: http://pexdojo.blogspot.com/ è il blog di Pex Montichiari.
Il Brazilian Jiu Jitsu, è un'arte marzial erelativamente nuova, che sta andando molto forte da qualche anno a questa parte.
Deve il suo successo sopratutto grazie alla sua dimostrata capacità combattiva.
La preparazione atletica e tecnica degli alteti, unita ad un sistema veramente eficace, ha messo in difficoltà moltissimi sistemi di arti marziali, che si ritenevano "imbattibili" come per esempio il Wing Chun o Wing Tsun (永春, pinyin: yǒng chūn).
Il sistema di lotta utilizzato nel Brazilian Jiu Jitsu utilizza sopratutto prese e leve che si eseguono con l'intero corpo, braccia e gambe.
In generale i lottatori di Brazilian Jiu Jitsu sono dei formidabili incassatori, e tendono ad incasare i primi colpi portati da una medio lunga distanza, per erricare al contatto diretto. Una volta che il lottattore aferra l'avversario, è la fine: impossibile liberarsi dalla presa di un tale lottatore, che come un enorme serpente stritola l'avversario fino a che non si arrende!
Per chi volesse un esempio pratico ecco un video di Brazilian Jiu Jitsu:




